Liberati i fondali marini!

Inizia a dare i suoi frutti l’operazione promossa e lanciata circa un anno fa in collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente e la Guardia Costiera.

L’intesa prevede l’intercettazione e la rimozione di tutte quelle reti da pesca abbandonate negli anni sui fondali marini. Reti che risultano pericolosissime per sub e bagnanti, i pesci e per l’habitat marino.

Le cosiddette “reti fantasma” diventano una vera e propria trappola dalla quale non c’è via di uscita, un recinto all’interno del quale molto, troppo spesso si ritrovano intrappolati e sfiniti pesci di specie e dimensioni diverse oltre che le bellissime tartarughe. Un pericolo micidiale lo corrono anche i Sub e i bagnanti, rischiando di rimanere prigionieri di una rete che potrebbe non lasciare scampo.

Queste reti abbandonate sono prodotte in gran parte da materiale plastico che alla lunga rilascia particelle di microplastiche altamente dannose per l’ecosistema marino.

Basti pensare che in questa prima fase di “raccolta” sono state rimosse reti e plastiche diverse per 6 tonnellate, l’equivalente di 200.000 bottiglie di plastica.

Il progetto, che vede la collaborazione di importanti e diverse entità sul territorio Nazionale, si chiama “PLastiFreeGC” ed è finalizzato al contrasto della dispersione delle microplastiche in mare.

Purtroppo c’è ancora molto da fare, la plastica dispersa nei nostri mari aumenta di anno in anno causando disastri e alterazioni dell’ambiente marino in alcuni casi irrecuperabili. Cambiare le nostre abitudini nell’utilizzo della plastica, sensibilizzare i consumatori alla raccolta differenziata, educare i nostri figli ed i giovani in generale ad avere un comportamento rispettoso dell’ambiente, rappresenta senz’altro un primo passo verso un’ipotesi di soluzione.

Le bottiglie di plastica restano il grande problema, un problema che in Italia vale ogni anno 8 miliardi di bottiglie consumate e 280 mila tonnellate di rifiuti prodotti.

Ridurre l’inquinamento da plastica è possibile!

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