In casa abbiamo una fonte illimitata e igienicamente controllata per l’uso quotidiano dell’acqua: il rubinetto.

L’acqua erogata dal rubinetto domestico è ovviamente potabile, ma, specie in alcune zone del nostro territorio, è piena di calcare.

Lo si può notare dalle incrostazioni su pentole e stoviglie, ma soprattutto nei sanitari del bagno, così come negli elettrodomestici che fanno uso di acqua, come lavatrici e lavastoviglie.

L’acqua calcarea viene definita “dura” e, se consumata abitualmente, oltre che nei tubi si deposita anche all’interno del nostro organismo, danneggiandolo.

Per annullare o diminuire la presenza del calcare nell’acqua del rubinetto di casa ci sono diversi strumenti di filtraggio: uno di essi è l’addolcitore.

Se invece si vuole essere certi di bere un’acqua organoletticamente pura, il migliore sistema domestico da installare a casa propria è l’osmosi inversa, che oltre al calcare, elimina anche tutte le sostanze tossiche o nocive presenti nell’acqua dell’acquedotto cittadino.

 

Caratteristiche degli impianti: quantità di acqua necessaria

Come si calibra la dimensione di un impianto?

Saperlo è importante poiché permette di calcolare la grandezza delle apparecchiature, la loro portata e l’indice che deriva, come ad esempio da quante persone è occupato un alloggio, oppure un condominio.

La dimensione di un impianto rappresenta l’esatta quantità di acqua che il dispositivo è in grado di trattare in un arco temporale specifico (portata oraria o giornaliera).

Un addolcitore può variare, ad esempio, da 500 litri al giorno all’interno di un’unità domestica a migliaia di litri in un impianto condominiale strutturato.

 

Durezza dell’acqua

Come accennato, un impianto di addolcimento ha la funzione di diminuire o abbattere in maniera significativa il calcare che è disciolto nell’acqua di casa.

Ma come avviene questo trattamento dal punto di vista fisico?

All’interno dell’addolcitore ci sono delle particolari resine cationiche che scambiano ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio.

Per essere performante al meglio, il dispositivo si deve calibrare con il collaudo, effettuato da tecnici specializzati, in relazione alla durezza dell’acqua, normalmente calcolata in gradi francesi.

Ci sono alcune zone della provincia di Alessandria in cui l’acqua arriva ad oltre 40°, per poi raggiungere, dopo il trattamento, 8-15, considerato un giusto valore.

 

Qualità della resina utilizzata negli impianti di addolcimento

Cosa vuol dire resina di qualità in un impianto di addolcimento?

Come si può immaginare, la resina presente in un addolcitore è lo strumento più importante: migliore è la qualità di questo componente, migliori sono le performance del processo di addolcimento dell’acqua.

Alcuni impianti sono dotati di brevetti specifici che utilizzano resine definite ad alta resa che riducono anche del 50% la quantità d’acqua necessaria, al fine di effettuare meno lavaggi e rigenerare in maniera ottimale l’intero impianto.

 

Rigenerazione

In cosa consiste la fase di rigenerazione di una resina in un impianto di addolcimento?

Per la fase di rigenerazione si utilizza una soluzione di cloruro di sodio e acqua riportata ad uno stato attivo. Questa fase, che viene anche definita pulizia o lavaggio delle resine, è importantissima perché mantiene l’impianto performante, pronto a trattare al meglio con lo scambio di ioni.

Grazie ad un’altra componente degli addolcitori, denominata testata o valvola, questi lavaggi vengono effettuati in maniera prestabilita, ovvero programmando giorno e orario.

Negli impianti più evoluti, come ad esempio quelli di Maya, queste testate sono a volume statistico, ossia capaci a leggere i consumi ed effettuare i lavaggi in maniera corretta, non sprecando acqua ed energia quando non serve.

Questa caratteristica è molto importante soprattutto nei periodi di assenza o di non utilizzo, in quanto in questo modo l’impianto non effettua inutili rigenerazioni.

Inoltre, ci sono alcune testate in grado di fare una rigenerazione solo quando è necessario, grazie all’impostazione rigenerazione manuale.

Se anche tu hai problemi di calcare, rivolgiti a Maya senza esitazioni! Per dire stop alla durezza dell’acqua!

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